Multato perchè ha segnalato un posto di blocco

E’ accaduto a Pistoia. Un signore premuroso, altruista e ligio ha visto un posto di blocco e lo ha segnalato lampeggiando coi fari agli automobilisti che sopraggiungevano. Poverino è stato sfigato perché ha incrociato il comandante dei Carabinieri, che, verificato quanto stava accadendo, ha provveduto a fermare la vettura in questione con l’ausilio del proprio autista e a contestare la sanzione amministrativa per ‘uso improprio dei dispositivi di segnalazione luminosa’. Il comandante ha fatto notare che non era una violazione grave in se bensì la potenzialità di mettere in guardia possibili malviventi in procinto di commettere reato oppure farli fuggire dopo averlo compiuto. Di certo le ragioni del Comandante sono più che valide, solo che noi automobilisti spesso non pensiamo a conseguenze con una banalità del genere. Nell’intervista continua dicendo che i fermi ai posti di blocco spesso svolgono lampeggiare un controllo sul territorio col fine di prevenire, reprimere reati e monitorare soggetti a rischio sotto interesse operativo. Chiede infine una maggiore collaborazione da parte degli utenti di strada proprio per l’interesse di tutta la collettività. Alla fine vale sempre la regola di farsi gli affari propri, anzi aiutare soprattutto le forze dell’ordine a proteggerci meglio. (fonte Ansa) Stefania

Come sorelle

Il percorso di vita lo definisco una magia mutante: tutto ti evolve, modifica, insegna, e di ciò che eri rimangono gli aspetti distintivi caratteriali ma anch’essi acquisiscono una maturità e, soprattutto i difetti, diventano “più umani”, più malleabili. Tutto incide nel percorso ma voglio parlare delle amicizie, soprattutto quelle che nascono in età matura. Ovvio che posso pronunciarmi sulla mia esperienza che può somigliare a qualcun’altra ma girandomi intorno, noto che c’è similitudine al mio percorso. Sono sempre stata profonda e non so se determini un guaio o un’intensità di sentimenti. Sono sempre stata Cuore prima della ragione e di questo neppure son certa se possa essere un guaio…so che ne pago spesso le conseguenze. Sono sempre stata attenta a ciò che mi circonda e trovo meravigliosa la natura, il cielo, i bambini, le persone anziane, i deboli ma ho anche l’avidità di andare sempre oltre le apparenze per cercare di comunicare con gli Animi. Penso proprio d’esser un tir di emozioni e che abbia un carattere reputato difficile da coloro che prendono la vita sotto altri aspetti, più ragionata, più ambiziosa, con più ego, insomma più free. Ho imparato a riconoscere le persone e, mentre mantengo le distanze formali con gli opposti, mi avvicino agli Animi simili. Ed è così che succede d’incontrare sul tuo cammino chi ti somiglia caratterialmente: ascolti, valuti, intravedi una similitudine evidente e la cosa che meraviglia di più è che sembri te allo specchio. Inizi così a fidarti, a confrontarti, a confidarti, anzi a volte non ce n’è bisogno, e pensi d’aver trovato una sorella tra la gente, senza un legame genealogico. Nasce un affetto sano, pulito, senza prevaricazione, con i propri spazi perché frequentarsi troppo non è manco nelle mie corde, avrei troppo da fare, ma diventa un legame in cui non è necessario passare del tempo assieme o telefonarsi per ogni novità: siamo mature abbastanza per non esser pedanti e invadenti. Però quando ci vediamo, collaboriamo, riuniamo le forze, esce la vera me perché sa che sta nella sua zona di confort e ciò lo noto anche in loro. Non ho 100 amiche sincere, non mi servono, ne ho 6 che arricchiscono la mia vita, che sono il Dono nella mia vita. Come sorelle? Si….perchè le Anime simili si riconoscono. “Grazie di cuore, Vi voglio bene!” Stefania

come sorelle
Come sorelle

Il nuovo glossario giovanile? Ebbene si, dobbiamo adeguarci!

Più di 500 parole e molte locuzioni informali del linguaggio adolescenziale sono state raccolte in un glossario preparato da un gruppo di studenti della facoltà di Scienze della comunicazione dell’Università Lumsa. Il volume ha come titolo “Bella ci! Piccolo glossario di una lingua sbalconata” (Edicions de l’Alguer per la collana Alba Pratalia) “Ciao Vale, ci becchiamo sul tardi, andiamo a drinkare, ti lovvo tanto”. “Ok Fede, speriamo mia mamma non svalvoli, ti lovvo anch’io”. Potrebbe essere la conversazione tra due adolescenti innamorati, secondo il linguaggio giovanile corrente. Un colloquio che nella forma propria della lingua italiana sarebbe così: “Ciao Valeria, ci incontriamo sul tardi, andiamo a bere qualcosa, ti amo tanto”; “D’accordo Federico, speriamo che mia madre non faccia storie, ti amo anch’io”. Parlato informale e spesso scherzoso, forme dialettali, frasi prese in prestito dalla pubblicità, dal cinema o dai media, espressioni gergali tradizionali e innovative si fondono tra loro nel “giovanilese”, il linguaggio proprio dei giovani, spesso di difficile comprensione immediata per gli adulti. Partendo dal fortunatissimo “postare” (pubblicare qualcosa online, derivato dall’inglese “to post”, mettere nella posta, imbucare) e ormai entrato nell’uso comune il glossario propone numerose espressioni proprie del parlare dei giovani tra loro: da “beccarsi” (incontrarsi) a “bordello” (confusione), da “clannare” (far entrare qualcuno in un clan, in un gruppo) a “svalvolare” (uscire di senno), da “ciorro” (persona di brutto aspetto) a “ciospa” (sigaretta) a “scialla” (tranquillo). E poi varie locuzioni, come “essere fuori come un balcone” (essere fuori di testa) o “ma che ne sanno i 2000” (per indicare l’ignoranza dei nati nel 21/o secolo). E, infine, alcuni acronimi: “da Omw (sto arrivando: “Omw, aspetta 3 secondi”) a W8 (aspettare: “W8, vado al bagno”). Molto amati anche i suffissi -oso e -ata: da “palloso” (noioso) a “morbidoso” (delicato), da “gufata” (frase che porta sfortuna) a “cinesata” (oggetto di scarsa qualità). Anche le forme dialettali sono molto frequenti e variano da territorio a territorio: dai romaneschi “piottare” (correre a cento all’ora, derivato da ‘piotta’, moneta da cento lire) e “mortazza” (mortadella), al nordico “burdél” (chiasso), al napoletano “frisco” (per indicare un giovane vigoroso), ai toscani “bischero” (sciocco) e “boscare” (mancare un appuntamento). Alcuni termini stranieri, adattati all’italiano, sono perfino abusati: “drinkare” (per bere; dall’inglese “to drink”), “lovvare (per amare, da “to love”), googlare (per ‘fare una ricerca su Google’). Altre locuzioni sono tratte dalla televisione, dalle canzoni o dalla pubblicità: “Anto’, fa caldo!”, oppure: maglia nuova? “no lavata con perlana”; e ancora: “Andiamo a comandare”. Molto amati sono i troncamenti, sia di nomi comuni (“bici”, per bicicletta; “raga” o “rega”, per ragazzi), sia di nomi propri (Fede, Vale, Nico). Altre parole sono proprie del gergo tradizionale: “gasato” (euforico), “toppare” (sbagliare), “ganzo” (scaltro); altre di carattere innovativo: “spaccare” (avere successo), “bidonare” (mancare un appuntamento), “bangladino” (rivendita gestita da un uomo del Bangladesh); altre ancora, infine, prese in prestito dalla medicina: “sclerare” (impazzire); o dalla scienza: “atomico” (eccezionale) (fonte ANSA). Nel leggerlo, sorridendo, ho partecipato ad un breve master sulla nuova comunicazione! Ci dobbiamo adeguare ai tempi seppur mi senta in dovere di invogliare, comunque, i giovani ad aggiungere ma mai sostituire le belle espressioni della lingua Italiana, Stefania

teen ager

Costruiamo spesso castelli di carta

castello di carta

Il mistero dei sentimenti rimarrà un arcano mai svelato. Prima ci stavo proprio male, oggi accetto di buon grado ogni sconfitta del cuore come percorso obbligato….chissà da chi, però se mi rasserena adotto questo palliativo nei pensieri. Esiste, nella maggior parte dei casi, una percentuale diversa di interesse, sentimento e a volte amore, tra due persone. Credo che nel percorso di vita siano più le delusioni di un rapporto mai nato, disilluso o malato che di successi reali. Eppure spesso dimostriamo d’esser guerrieri nella vita, determinati nella risoluzione di problemi, arditi nel lavoro. Ad Achille direi volentieri “abbiamo ereditato tutti il tuo tallone vulnerabile e si chiama sentimento”. Forti ma deboli negli affetti; risoluti ma malleabili in amore; niente compromessi, tranne in amore…e così via, fino a rendere l’animo così sensibile da non riconoscerti. Ma parliamo della costruzione di un rapporto: proviamo un interesse, speriamo che sia il medesimo, costruiamo piano piano un castello di iniziative, sinergie, confidenze, complicità e poi scopriamo che era solo un castello di carta. Già, si scopre irrimediabilmente che tu desidereresti un vero rapporto e l’altra persona ama solo rifugiarsi nelle tue attenzioni, ma null’altro. Forzare? Inutile, sarebbe un errore madornale perché non vi sarebbero i presupporti per reggere le problematiche future del rapporto. Quindi….dobbiamo lasciar perdere, almeno io la penso così. Nei sentimenti le imposizioni consumano il rapporto mentre la solidità verrà cementata dal volere equo di entrambi a costruire qualcosa di importante. E’ così che la vita scorre attraversando le mareggiate dei sentimenti, in attesa del mare calmo. Di una sola cosa sono felice, però: non ho mai preteso né voluto forzature, nella mia vita e, ogni volta che il castello di carta cade rovinosamente, abbasso lo sguardo verso il cuore e cerco la luce fioca che mi riscalda i pensieri….so che ce la metterò tutta per far ardere di nuovo la fiamma di luce che continuerà ad amare ogni cosa, in attesa di un altro interesse. Forza cuore! Amare è e sarà sempre una storia meravigliosa…Stefania

Scoperto il segreto dei cervelli creativi

Finalmente uno studio che mi piace proprio! Grazie alle onde cerebrali Alfa riusciamo a pensare fuori dagli schemi. Il cervello umano riesce a sopprimere le idee ovvie per ‘raggiungere’ le più innovative: E’ così che lavora sulla creatività. Lo rileva una ricerca della Queen Mary University di Londra e della Goldsmiths University of London, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences. La ricerca mostra che le onde cerebrali svolgono un ruolo cruciale nell’inibire le modalità di pensiero abituale per aprire la strada all’accesso alle idee più remote. Il team di studiosi ha scoperto che queste onde cerebrali, o oscillazioni alfa nell’area temporale destra del cervello, aumentano quando si ha bisogno di sopprimere le associazioni fuorvianti per compiti creativi. Livelli più elevati di onde cerebrali alfa consentono alle persone di elaborare idee che sono più lontane dagli usi ovvi o noti. Stimolando la parte temporale destra del cervello nella frequenza alfa aumenta la capacità di inibire collegamenti ovvi in entrambi i tipi di pensiero creativo, quello convergente (trovare una soluzione “pronta all’uso”) e divergente (quando si devono inventare diverse idee creative). I ricercatori hanno dimostrato il meccanismo neurale responsabile della creatività monitorando l’attività elettrica del cervello attraverso un elettroencefalogramma. L’uso di una tecnica non invasiva denominata stimolazione cerebrale transcranica alternata ha anche permesso loro di sondare il ruolo delle onde. Gli esperimenti condotti hanno esaminato il modo in cui il cervello affronta una serie di compiti creativi come trovare parole che si colleghino tra loro. Ad esempio, ogni volta che cerchiamo concetti associati a una parola, partiamo da associazioni più forti per spostarci verso quelle più remote. “Prendere una strada meno percorsa – evidenzia Joydeep Bhattacharya, coautore dello studio – è necessario per pensare in modo creativo, e le nostre scoperte forniscono alcune prove su come questo venga fatto nel cervello”. (ANSA). Sono felice d’aver beccato questo articolo perché spesso mi stupisco del cervello fuori norma e sin troppo creativo. Anticamente l’espressione “sui generis” è sempre apparsa fedele alla mia natura, creando algoritmi di gioia ma anche di tristezza nel rilevare un carattere così poliedrico. Oggi, consapevolmente, mi sento fortunata mentre il termine noia e ovvietà, non appartengono al mio vocabolario. Viva i cervelli….in fuga! Stefania

cervelli creativi

Agisci sempre subito o rinvii? La differenza sta nel cervello

Operativi o temporeggiatori? La differenza è anche nel cervello. Intanto sto ridendo tantissimo a causa della mia indole e scoprire che la differenza sta nel cervello, farà di me una persona più tollerante quando lavoro! Sino ad ora ero proiettata ad esclamare: “ma è possibile che devo ripetere la medesima cosa all’infinito?” (fattore che odio perché mi sento ripetitiva!) Da oggi dirò che la sua amigdala è  grande! Ma veniamo alla curiosa notizia fonte Ansa: tra chi tende a fare subito le cose e chi invece ha la tendenza a rinviarle il più possibile la diversità sta essenzialmente in un’area cerebrale, l‘amigdala: è una zona cruciale per valutare varie situazioni e che ci allerta su eventuali conseguenze negative. Nelle persone “dal facile rimando” diventa più grande mentre la sua connessione con un’altra area, che è poi quella ‘operativa‘, la corteccia cingolata dorsale anteriore, sarà meno pronunciata. Lo rileva una ricerca della Ruhr-Universität Bochum, pubblicata su Psychological Science. Gli studiosi hanno esaminato 264 donne e uomini effettuando una risonanza magnetica cerebrale. Tutti i partecipanti hanno completato anche un questionario sulla capacità di tenere il controllo delle azioni.
È emerso che coloro che avevano uno scarso controllo avevano un’amigdala più grande. Inoltre, la connessione funzionale tra quest’area e la corteccia cingolata dorsale anteriore era meno pronunciata. La funzione primaria dell’amigdala consiste nel valutare le situazioni e nell’avvisarci delle potenziali conseguenze negative di determinate azioni, mentre la corteccia cingolata dorsale anteriore usa queste informazioni per selezionare le azioni da mettere in pratica: insomma chi è negativo è anche lento. “Gli individui con un volume di amigdala più ampio possono essere più ansiosi per le conseguenze negative di un’azione e tendono ad esitare e rimandare le cose – ipotizza Erhan Genç, uno degli autori dello studio- a causa di una bassa connessione funzionale, questo effetto può essere aumentato”.
Studi futuri potranno dimostrare se con un allenamento specifico o una stimolazione cerebrale si può essere meno temporeggiatori. E qui entra in gioco la mia sofferenza perenne perché amigdala o meno io rappresento l’esecutivo, stile la protagonista del telefilm “mia moglie è una strega”! Già! Eseguo immediatamente e laddove non sia possibile chiedo scusa e rimando in giornata ma divento bionica pur di non deludere! Precisa, veloce e fattiva, ciò mi ha regalato il dono di problem solving perenne e senza forzature, sono nata semplicemente così. Ovviamente non comprendo la lentezza e il tergiversare e i soggetti così predisposti ne sanno qualcosa, però da oggi sarò l’1% più clemente….già, perché è proprio insopportabile rimandare e peggio ancora, non fare più, perché ho notato che ne è la naturale conseguenza. Carissima amigdala potrai essere grande ma sei “piccola” in questa vita frenetica! StefaniaOperativo o temporeggiatore

La Prima terapia anti tumore con cellule del paziente

Ricerca AntitumoraleCon emozione ed impressione leggo una meravigliosa novità in campo medico. La Leucemia linfoblastica acuta e il Linfoma a grandi cellule avranno una nuova terapia innovativa, approvata dall’unione Europea. La cura per i tumori chiamata ‘Car T‘ prevede l’uso delle cellule del paziente ‘addestrate’ a riconoscere quelle tumorali. La Cart-t therapy consiste nel prelevare i linfociti T del paziente, un tipo di cellule del sistema immunitario, modificandoli perché riconoscano le cellule tumorali e poi reinfondendoli dopo averli fatti replicare. L’approvazione della Commissione è arrivata dopo il parere positivo del Chmp, il comitato dell’Ema che si occupa dell’approvazione dei farmaci, a fine giugno. Tisagenlecleucel, questa la denominazione della terapia, è stata  la prima terapia cellulare CAR-T mai approvata dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense. Ciò rappresenta una svolta trasformativa per i pazienti in Europa che hanno bisogno di nuove opzioni terapeutiche – ha affermato Liz Barrett, CEO di Novartis Oncology – Perseguendo tenacemente il suo obiettivo di ridisegnare la cura del cancro, Novartis sta realizzando un’infrastruttura globale per la fornitura di terapie cellulari CAR-T, laddove prima non ne esisteva alcuna”. “Per i pazienti della UE, la disponibilità di tisagenlecleucel rappresenta un progresso senza precedenti del paradigma terapeutico – spiega Peter Bader del’University Hospital for Children and Adolescents di Frankfurt/Main, che ha coordinato uno degli studi clinici sulla terapia -, e costituisce inoltre una terapia salvavita per i giovani pazienti con LLA che non sono stati trattati con successo con le terapie esistenti e per i quali sono rimaste poche opzioni terapeutiche”. E’ una nuova e promettente metodologia per trattare i pazienti europei ha affermato Pier Luigi Zinzani, professore di Ematologia dell’Istituto di Ematologia L. e A. Seràgnoli di Bologna -. Molti pazienti con queste forme aggressive di linfoma, infatti, non rispondono alle terapie attualmente disponibili, o le hanno fallite, e hanno pertanto hanno una prognosi molto sfavorevole; questa terapia rappresenta per loro una nuova opzione terapeutica che ha dato risultati eccellenti come dimostrato dai dati che hanno portato all’autorizzazione europea all’immissione in commercio”(fonte Ansa) Davvero mi rincuora! Vero che sinora la salute mi ha salvata da patologie gravi ma non sono mai stata proiettata a pensare “tanto io non ce l’ho” perché gli altri siamo noi, perché emotivamente mi rattristo per non dire che mi struggo dal dispiacere. La salute è l’unica vera priorità e turbamento nella nostra vita, soprattutto quando si viene devastati da malattie importanti e debilitanti. Mi auguro di leggere ogni giorno qualcosa di straordinario grazie agli studi e ricerche nella medicina. I grandi eroi sono coloro che salvano le nostre vite: grazie! Stefania

Codice Y vs X

Donna e Uomo… Ma quando è stato deciso dal “Supremo” di metterli in coppia, non è che fosse distratto? Scherzo, ma non è affatto facile la buona intesa mentale tra di loro e parlerò di questo perché è il sasso nelle scarpe di entrambi. Premesso che la verità probabilmente non esiste e che esistano le “proprie verità”, ecco cosa il mio spirito arguto, aggiunto agli ascolti confidenziali in materia, ha scoperto negli anni. Siamo diversi, soprattutto mentalmente: L’uomo è semplice, elementare e abile nello studiare la donna; La donna è sensibile, materna (ma anche no) e complicata. Si, noi donne abbiamo la capacità di creare formule algebriche coi pensieri, quindi rompiamo le scatole facilmente, siamo precisine e notiamo anche l’aria che circola intorno al nostro uomo. L’uomo è accomodante, evita questioni ma si sente spesso messo in disparte dalle attenzioni della sua donna. Ed ecco uno spaccato di frasi comuni dette dagli uomini: “mi trascura” “pretende che la porti a fare shopping” “mi rimprovera sempre” “fa questioni per sciocchezze ed è esaurita”; Le frasi delle donne: “mi trascura e non fa nulla in casa” “non mi nota manco se sto vestita carina” “pensa solo al calcio e agli amici” “sta sempre meno tempo in casa con la scusa del lavoro”.

Y vs X

Beh, direi che a conflitti siamo ben forniti, nessuno è contento, tranne nel primo periodo di frequentazione. Soluzioni? Alcuni uomini l’hanno trovata! L’isola felice che udite udite è quasi sempre un’”amica” di famiglia, giusto per non destare sospetti: è colei che ascolta la moglie infranta e agisce con astuzia nel rapporto con l’amante. Alcune donne, diciamo scontente, hanno trovato anch’esse la soluzione e anche in questo caso è un amico di famiglia. C’è stato un tempo in cui ho pensato: possibile che il coniuge con piccole protuberanze in fronte, non se ne accorga? Che sciocca! Oggi ho scoperto che per una questione economica, di affezione al tetto coniugale (inteso come casa), e per tacita consapevolezza velata, si rimane insieme “felicemente”. Poi ci sono le donne ardite, quelle stile Giovanna D’arco, le sincere, le corrette che, insofferenti fino all’ultimo capello sulla testa, separano il matrimonio (e purtroppo tra queste ci sono anche io) e assorbono per parecchi anni le conseguenze di ripicche e difficoltà.  Oggi ho capito che “queste” sono proprio sceme e masochiste…. ennà suffrì, invece di fare buon viso e cattivo gioco! Poi ancora ci sono gli uomini che abbandonano il rapporto (rarissimo) perché hanno trovato una compagna che vale la scelta. Siamo così diversi, uomo e donna! Davvero penso che solo il vero amore possa “velare” i difetti e trasformarli in buona convivenza. Ma il vero amore è raro anch’esso e lo si capisce dopo i 40 anni….prima si ha una cognizione infantile e ciò che è un’infatuazione viene chiamato amore: a volte si trasforma in esso, altre volte si comprende cosa fosse dopo almeno 10 anni. Uomo e donna, pianeti che vagano nella galassia: ogni tanto ne incontrano uno che sembra simile e si soffermano a sostare su una panchina fatta di stelle che ahimè un giorno diverranno meteore. Tutto ha un tempo determinato: la vita, la natura e anche le stelle. Chissà cosa farà funzionare davvero un rapporto, però di una cosa sono certa: se si aggiunge a un sentimento vero, la sincerità assoluta, la voglia di battersi per esso, un po’ di buon senso e tanto rispetto, le cose potrebbero anche funzionare….chissà! Stefania

L’Italia eccelle nell’agricoltura sostenibile, ma abbandona la dieta mediterranea

Un Paese all’avanguardia quanto a tecniche agricole a basso impatto ambientale, ma sempre più distante da una cultura alimentare legata al territorio: è il quadro dell’Italia consegnato dal Food Sustainability Index (indice di sostenibilità alimentare), una classifica che mette a confronto 34 Paesi del mondo in base all’impatto ambientale e socioeconomico dei loro modelli alimentari. A condurci in alto è la voce dedicata all’agricoltura, mentre a spingerci verso il basso è il dilagare dell’obesità infantile. Quest’ultimo tema è fortemente legato alla salute del Pianeta: le nostre scelte alimentari sono infatti responsabili di circa un terzo delle emissioni di gas serra di origine antropica. Tallone d’Achille. Gli italiani si discostano progressivamente dalla dieta mediterranea (quella che privilegia alimenti quali olio d’oliva, verdure, frutta, legumi, cereali e moderate quantità di pesce, carni bianche e prodotti caseari), un tipo di alimentazione che non solo riduce il rischio di malattie croniche e disturbi cardiovascolari, ma che ha anche un minore impatto ambientale. Sovrappeso e malnutriti. Abbiamo abitudini di vita più sedentarie e la diffusione dei supermercati, stanno causando una transizione nutrizionale verso alimenti processati e subito pronti (magari consegnati a domicilio); ci si muove sempre meno, e di conseguenza, si diventa più facilmente sovrappeso.

Dieta Mediterranea

Le conseguenze alimentari di questo stile di vita aumenta il numero di bambini sovrappeso, dall’altro cresce la malnutrizione cronica – per la carenza di vitamine e altri micronutrienti essenziali – che comporta, in alcuni casi, anche un ritardo dello sviluppo poiché vi è un più alto consumo pro capite di cibo da fast food. Una nostra responsabilità. Il risvolto ambientale di abitudini di consumo per la salute è particolarmente pressante nei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, minacciati da cambiamenti climatici, degrado del suolo, carenza d’acqua e forti flussi migratori che aumentano la pressione esercitata sulle zone ad alto tasso di urbanizzazione. Occorrono capillari campagne di educazione pubblica, insieme a provvedimenti di legge più specifici e mirati alla tutela dei consumatori più giovani, per invertire, in positivo, le tendenze evidenziate. (Fonte Focus) L’ho letto con rammarico perchè si palesa l’importanza di alimenti poveri e semplici che sono stati sbaragliati da stili di vita definiti moderni, poca pazienza nel cucinare e un consumismo che deraglia i pensieri invogliando ad estremizzare diete tipo vegane o iperproteiche per “salvare la salute”. I nutrizionisti e gli scienziati ridono di gusto su queste mode che non fanno altro che muovere l’economia di un mood errato: trovatemi un nutrizionista bravo che vi consegni un regime alimentare totalmente vegano o proteico, una follia! Peccato che i bambini stanno crescendo con un’educazione alimentare sbagliata che, sono certa, entro 10 anni verrà bandita per ritornare alla grande scuola della cucina mediterranea. Io sono e sarò sempre per gli equilibri e per le nostre tradizioni alimentari che sono state il fiore all’occhiello dell’Italia intera. Stefania

Orsetto che difende i bimbi dal fumo

E’ risaputo che l’Organizzazione mondiale della sanità si batte per ricordare la prevenzione oncologica che passa anche dall’evitare il consumo di tabacco, attivo o passivo, e questa idea ne è la conferma. Si chiama Ector ed è un orsetto speciale, un peluche per sensibilizzare contro danni alla salute da sigarette e protegge i bimbi dal fumo passivo. Tossisce ogni volta che qualcuno fuma vicino a lui: “così facendo scoraggia i fumatori, avverte i genitori ed educa i bambini a tenersi lontani dalle minacce del fumo”. A lanciarlo è una collaborazione tra le aziende Roche e Trudi, con il patrocinio di Women against cancer in Europe (Walce).

Orsetto Ector

In Italia, riportano gli esperti, il 52% dei bambini nel secondo anno di vita è esposto abitualmente al fumo passivo, il 49% dei neonati e dei bambini fino a 5 anni è figlio di almeno un genitore fumatore e il 12% ha entrambi i genitori fumatori, mentre circa un neonato su 5 ha una madre fumatrice (fonte Ansa). Ho voluto sottolineare questa notizia per il bene dei bambini ma, udite udite, è vero che dovrò comprare Ector anche per me! Soffro con l’odore di fumo in modo pazzesco! Non riesco a sopportarlo, ho malessere, non respiro bene e lo sento anche da lontano come se avessi antenne con radar in frequenza di almeno 10 metri! Perché lo dico? Perché ovviamente fuma la maggior parte di amici/che e colleghi. Non riesco a cavarmela: prego, imploro ma mi fanno diventare spesso un arrosto affumicato quando poi amo profumi e aria sana. Questo articolo aggiungerà consapevolezze a chi mi frequenta, ahimè! Mi sono rivelata, comprerò Ector e vediamo se lo faranno tossire o se comprenderanno che possono anche fumare, ma lontano da me! Stefania