Multato perchè ha segnalato un posto di blocco

E’ accaduto a Pistoia. Un signore premuroso, altruista e ligio ha visto un posto di blocco e lo ha segnalato lampeggiando coi fari agli automobilisti che sopraggiungevano. Poverino è stato sfigato perché ha incrociato il comandante dei Carabinieri, che, verificato quanto stava accadendo, ha provveduto a fermare la vettura in questione con l’ausilio del proprio autista e a contestare la sanzione amministrativa per ‘uso improprio dei dispositivi di segnalazione luminosa’. Il comandante ha fatto notare che non era una violazione grave in se bensì la potenzialità di mettere in guardia possibili malviventi in procinto di commettere reato oppure farli fuggire dopo averlo compiuto. Di certo le ragioni del Comandante sono più che valide, solo che noi automobilisti spesso non pensiamo a conseguenze con una banalità del genere. Nell’intervista continua dicendo che i fermi ai posti di blocco spesso svolgono lampeggiare un controllo sul territorio col fine di prevenire, reprimere reati e monitorare soggetti a rischio sotto interesse operativo. Chiede infine una maggiore collaborazione da parte degli utenti di strada proprio per l’interesse di tutta la collettività. Alla fine vale sempre la regola di farsi gli affari propri, anzi aiutare soprattutto le forze dell’ordine a proteggerci meglio. (fonte Ansa) Stefania

Il nuovo glossario giovanile? Ebbene si, dobbiamo adeguarci!

Più di 500 parole e molte locuzioni informali del linguaggio adolescenziale sono state raccolte in un glossario preparato da un gruppo di studenti della facoltà di Scienze della comunicazione dell’Università Lumsa. Il volume ha come titolo “Bella ci! Piccolo glossario di una lingua sbalconata” (Edicions de l’Alguer per la collana Alba Pratalia) “Ciao Vale, ci becchiamo sul tardi, andiamo a drinkare, ti lovvo tanto”. “Ok Fede, speriamo mia mamma non svalvoli, ti lovvo anch’io”. Potrebbe essere la conversazione tra due adolescenti innamorati, secondo il linguaggio giovanile corrente. Un colloquio che nella forma propria della lingua italiana sarebbe così: “Ciao Valeria, ci incontriamo sul tardi, andiamo a bere qualcosa, ti amo tanto”; “D’accordo Federico, speriamo che mia madre non faccia storie, ti amo anch’io”. Parlato informale e spesso scherzoso, forme dialettali, frasi prese in prestito dalla pubblicità, dal cinema o dai media, espressioni gergali tradizionali e innovative si fondono tra loro nel “giovanilese”, il linguaggio proprio dei giovani, spesso di difficile comprensione immediata per gli adulti. Partendo dal fortunatissimo “postare” (pubblicare qualcosa online, derivato dall’inglese “to post”, mettere nella posta, imbucare) e ormai entrato nell’uso comune il glossario propone numerose espressioni proprie del parlare dei giovani tra loro: da “beccarsi” (incontrarsi) a “bordello” (confusione), da “clannare” (far entrare qualcuno in un clan, in un gruppo) a “svalvolare” (uscire di senno), da “ciorro” (persona di brutto aspetto) a “ciospa” (sigaretta) a “scialla” (tranquillo). E poi varie locuzioni, come “essere fuori come un balcone” (essere fuori di testa) o “ma che ne sanno i 2000” (per indicare l’ignoranza dei nati nel 21/o secolo). E, infine, alcuni acronimi: “da Omw (sto arrivando: “Omw, aspetta 3 secondi”) a W8 (aspettare: “W8, vado al bagno”). Molto amati anche i suffissi -oso e -ata: da “palloso” (noioso) a “morbidoso” (delicato), da “gufata” (frase che porta sfortuna) a “cinesata” (oggetto di scarsa qualità). Anche le forme dialettali sono molto frequenti e variano da territorio a territorio: dai romaneschi “piottare” (correre a cento all’ora, derivato da ‘piotta’, moneta da cento lire) e “mortazza” (mortadella), al nordico “burdél” (chiasso), al napoletano “frisco” (per indicare un giovane vigoroso), ai toscani “bischero” (sciocco) e “boscare” (mancare un appuntamento). Alcuni termini stranieri, adattati all’italiano, sono perfino abusati: “drinkare” (per bere; dall’inglese “to drink”), “lovvare (per amare, da “to love”), googlare (per ‘fare una ricerca su Google’). Altre locuzioni sono tratte dalla televisione, dalle canzoni o dalla pubblicità: “Anto’, fa caldo!”, oppure: maglia nuova? “no lavata con perlana”; e ancora: “Andiamo a comandare”. Molto amati sono i troncamenti, sia di nomi comuni (“bici”, per bicicletta; “raga” o “rega”, per ragazzi), sia di nomi propri (Fede, Vale, Nico). Altre parole sono proprie del gergo tradizionale: “gasato” (euforico), “toppare” (sbagliare), “ganzo” (scaltro); altre di carattere innovativo: “spaccare” (avere successo), “bidonare” (mancare un appuntamento), “bangladino” (rivendita gestita da un uomo del Bangladesh); altre ancora, infine, prese in prestito dalla medicina: “sclerare” (impazzire); o dalla scienza: “atomico” (eccezionale) (fonte ANSA). Nel leggerlo, sorridendo, ho partecipato ad un breve master sulla nuova comunicazione! Ci dobbiamo adeguare ai tempi seppur mi senta in dovere di invogliare, comunque, i giovani ad aggiungere ma mai sostituire le belle espressioni della lingua Italiana, Stefania

teen ager

Scoperto il segreto dei cervelli creativi

Finalmente uno studio che mi piace proprio! Grazie alle onde cerebrali Alfa riusciamo a pensare fuori dagli schemi. Il cervello umano riesce a sopprimere le idee ovvie per ‘raggiungere’ le più innovative: E’ così che lavora sulla creatività. Lo rileva una ricerca della Queen Mary University di Londra e della Goldsmiths University of London, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences. La ricerca mostra che le onde cerebrali svolgono un ruolo cruciale nell’inibire le modalità di pensiero abituale per aprire la strada all’accesso alle idee più remote. Il team di studiosi ha scoperto che queste onde cerebrali, o oscillazioni alfa nell’area temporale destra del cervello, aumentano quando si ha bisogno di sopprimere le associazioni fuorvianti per compiti creativi. Livelli più elevati di onde cerebrali alfa consentono alle persone di elaborare idee che sono più lontane dagli usi ovvi o noti. Stimolando la parte temporale destra del cervello nella frequenza alfa aumenta la capacità di inibire collegamenti ovvi in entrambi i tipi di pensiero creativo, quello convergente (trovare una soluzione “pronta all’uso”) e divergente (quando si devono inventare diverse idee creative). I ricercatori hanno dimostrato il meccanismo neurale responsabile della creatività monitorando l’attività elettrica del cervello attraverso un elettroencefalogramma. L’uso di una tecnica non invasiva denominata stimolazione cerebrale transcranica alternata ha anche permesso loro di sondare il ruolo delle onde. Gli esperimenti condotti hanno esaminato il modo in cui il cervello affronta una serie di compiti creativi come trovare parole che si colleghino tra loro. Ad esempio, ogni volta che cerchiamo concetti associati a una parola, partiamo da associazioni più forti per spostarci verso quelle più remote. “Prendere una strada meno percorsa – evidenzia Joydeep Bhattacharya, coautore dello studio – è necessario per pensare in modo creativo, e le nostre scoperte forniscono alcune prove su come questo venga fatto nel cervello”. (ANSA). Sono felice d’aver beccato questo articolo perché spesso mi stupisco del cervello fuori norma e sin troppo creativo. Anticamente l’espressione “sui generis” è sempre apparsa fedele alla mia natura, creando algoritmi di gioia ma anche di tristezza nel rilevare un carattere così poliedrico. Oggi, consapevolmente, mi sento fortunata mentre il termine noia e ovvietà, non appartengono al mio vocabolario. Viva i cervelli….in fuga! Stefania

cervelli creativi

Agisci sempre subito o rinvii? La differenza sta nel cervello

Operativi o temporeggiatori? La differenza è anche nel cervello. Intanto sto ridendo tantissimo a causa della mia indole e scoprire che la differenza sta nel cervello, farà di me una persona più tollerante quando lavoro! Sino ad ora ero proiettata ad esclamare: “ma è possibile che devo ripetere la medesima cosa all’infinito?” (fattore che odio perché mi sento ripetitiva!) Da oggi dirò che la sua amigdala è  grande! Ma veniamo alla curiosa notizia fonte Ansa: tra chi tende a fare subito le cose e chi invece ha la tendenza a rinviarle il più possibile la diversità sta essenzialmente in un’area cerebrale, l‘amigdala: è una zona cruciale per valutare varie situazioni e che ci allerta su eventuali conseguenze negative. Nelle persone “dal facile rimando” diventa più grande mentre la sua connessione con un’altra area, che è poi quella ‘operativa‘, la corteccia cingolata dorsale anteriore, sarà meno pronunciata. Lo rileva una ricerca della Ruhr-Universität Bochum, pubblicata su Psychological Science. Gli studiosi hanno esaminato 264 donne e uomini effettuando una risonanza magnetica cerebrale. Tutti i partecipanti hanno completato anche un questionario sulla capacità di tenere il controllo delle azioni.
È emerso che coloro che avevano uno scarso controllo avevano un’amigdala più grande. Inoltre, la connessione funzionale tra quest’area e la corteccia cingolata dorsale anteriore era meno pronunciata. La funzione primaria dell’amigdala consiste nel valutare le situazioni e nell’avvisarci delle potenziali conseguenze negative di determinate azioni, mentre la corteccia cingolata dorsale anteriore usa queste informazioni per selezionare le azioni da mettere in pratica: insomma chi è negativo è anche lento. “Gli individui con un volume di amigdala più ampio possono essere più ansiosi per le conseguenze negative di un’azione e tendono ad esitare e rimandare le cose – ipotizza Erhan Genç, uno degli autori dello studio- a causa di una bassa connessione funzionale, questo effetto può essere aumentato”.
Studi futuri potranno dimostrare se con un allenamento specifico o una stimolazione cerebrale si può essere meno temporeggiatori. E qui entra in gioco la mia sofferenza perenne perché amigdala o meno io rappresento l’esecutivo, stile la protagonista del telefilm “mia moglie è una strega”! Già! Eseguo immediatamente e laddove non sia possibile chiedo scusa e rimando in giornata ma divento bionica pur di non deludere! Precisa, veloce e fattiva, ciò mi ha regalato il dono di problem solving perenne e senza forzature, sono nata semplicemente così. Ovviamente non comprendo la lentezza e il tergiversare e i soggetti così predisposti ne sanno qualcosa, però da oggi sarò l’1% più clemente….già, perché è proprio insopportabile rimandare e peggio ancora, non fare più, perché ho notato che ne è la naturale conseguenza. Carissima amigdala potrai essere grande ma sei “piccola” in questa vita frenetica! StefaniaOperativo o temporeggiatore

La Prima terapia anti tumore con cellule del paziente

Ricerca AntitumoraleCon emozione ed impressione leggo una meravigliosa novità in campo medico. La Leucemia linfoblastica acuta e il Linfoma a grandi cellule avranno una nuova terapia innovativa, approvata dall’unione Europea. La cura per i tumori chiamata ‘Car T‘ prevede l’uso delle cellule del paziente ‘addestrate’ a riconoscere quelle tumorali. La Cart-t therapy consiste nel prelevare i linfociti T del paziente, un tipo di cellule del sistema immunitario, modificandoli perché riconoscano le cellule tumorali e poi reinfondendoli dopo averli fatti replicare. L’approvazione della Commissione è arrivata dopo il parere positivo del Chmp, il comitato dell’Ema che si occupa dell’approvazione dei farmaci, a fine giugno. Tisagenlecleucel, questa la denominazione della terapia, è stata  la prima terapia cellulare CAR-T mai approvata dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense. Ciò rappresenta una svolta trasformativa per i pazienti in Europa che hanno bisogno di nuove opzioni terapeutiche – ha affermato Liz Barrett, CEO di Novartis Oncology – Perseguendo tenacemente il suo obiettivo di ridisegnare la cura del cancro, Novartis sta realizzando un’infrastruttura globale per la fornitura di terapie cellulari CAR-T, laddove prima non ne esisteva alcuna”. “Per i pazienti della UE, la disponibilità di tisagenlecleucel rappresenta un progresso senza precedenti del paradigma terapeutico – spiega Peter Bader del’University Hospital for Children and Adolescents di Frankfurt/Main, che ha coordinato uno degli studi clinici sulla terapia -, e costituisce inoltre una terapia salvavita per i giovani pazienti con LLA che non sono stati trattati con successo con le terapie esistenti e per i quali sono rimaste poche opzioni terapeutiche”. E’ una nuova e promettente metodologia per trattare i pazienti europei ha affermato Pier Luigi Zinzani, professore di Ematologia dell’Istituto di Ematologia L. e A. Seràgnoli di Bologna -. Molti pazienti con queste forme aggressive di linfoma, infatti, non rispondono alle terapie attualmente disponibili, o le hanno fallite, e hanno pertanto hanno una prognosi molto sfavorevole; questa terapia rappresenta per loro una nuova opzione terapeutica che ha dato risultati eccellenti come dimostrato dai dati che hanno portato all’autorizzazione europea all’immissione in commercio”(fonte Ansa) Davvero mi rincuora! Vero che sinora la salute mi ha salvata da patologie gravi ma non sono mai stata proiettata a pensare “tanto io non ce l’ho” perché gli altri siamo noi, perché emotivamente mi rattristo per non dire che mi struggo dal dispiacere. La salute è l’unica vera priorità e turbamento nella nostra vita, soprattutto quando si viene devastati da malattie importanti e debilitanti. Mi auguro di leggere ogni giorno qualcosa di straordinario grazie agli studi e ricerche nella medicina. I grandi eroi sono coloro che salvano le nostre vite: grazie! Stefania

L’Italia eccelle nell’agricoltura sostenibile, ma abbandona la dieta mediterranea

Un Paese all’avanguardia quanto a tecniche agricole a basso impatto ambientale, ma sempre più distante da una cultura alimentare legata al territorio: è il quadro dell’Italia consegnato dal Food Sustainability Index (indice di sostenibilità alimentare), una classifica che mette a confronto 34 Paesi del mondo in base all’impatto ambientale e socioeconomico dei loro modelli alimentari. A condurci in alto è la voce dedicata all’agricoltura, mentre a spingerci verso il basso è il dilagare dell’obesità infantile. Quest’ultimo tema è fortemente legato alla salute del Pianeta: le nostre scelte alimentari sono infatti responsabili di circa un terzo delle emissioni di gas serra di origine antropica. Tallone d’Achille. Gli italiani si discostano progressivamente dalla dieta mediterranea (quella che privilegia alimenti quali olio d’oliva, verdure, frutta, legumi, cereali e moderate quantità di pesce, carni bianche e prodotti caseari), un tipo di alimentazione che non solo riduce il rischio di malattie croniche e disturbi cardiovascolari, ma che ha anche un minore impatto ambientale. Sovrappeso e malnutriti. Abbiamo abitudini di vita più sedentarie e la diffusione dei supermercati, stanno causando una transizione nutrizionale verso alimenti processati e subito pronti (magari consegnati a domicilio); ci si muove sempre meno, e di conseguenza, si diventa più facilmente sovrappeso.

Dieta Mediterranea

Le conseguenze alimentari di questo stile di vita aumenta il numero di bambini sovrappeso, dall’altro cresce la malnutrizione cronica – per la carenza di vitamine e altri micronutrienti essenziali – che comporta, in alcuni casi, anche un ritardo dello sviluppo poiché vi è un più alto consumo pro capite di cibo da fast food. Una nostra responsabilità. Il risvolto ambientale di abitudini di consumo per la salute è particolarmente pressante nei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, minacciati da cambiamenti climatici, degrado del suolo, carenza d’acqua e forti flussi migratori che aumentano la pressione esercitata sulle zone ad alto tasso di urbanizzazione. Occorrono capillari campagne di educazione pubblica, insieme a provvedimenti di legge più specifici e mirati alla tutela dei consumatori più giovani, per invertire, in positivo, le tendenze evidenziate. (Fonte Focus) L’ho letto con rammarico perchè si palesa l’importanza di alimenti poveri e semplici che sono stati sbaragliati da stili di vita definiti moderni, poca pazienza nel cucinare e un consumismo che deraglia i pensieri invogliando ad estremizzare diete tipo vegane o iperproteiche per “salvare la salute”. I nutrizionisti e gli scienziati ridono di gusto su queste mode che non fanno altro che muovere l’economia di un mood errato: trovatemi un nutrizionista bravo che vi consegni un regime alimentare totalmente vegano o proteico, una follia! Peccato che i bambini stanno crescendo con un’educazione alimentare sbagliata che, sono certa, entro 10 anni verrà bandita per ritornare alla grande scuola della cucina mediterranea. Io sono e sarò sempre per gli equilibri e per le nostre tradizioni alimentari che sono state il fiore all’occhiello dell’Italia intera. Stefania

Orsetto che difende i bimbi dal fumo

E’ risaputo che l’Organizzazione mondiale della sanità si batte per ricordare la prevenzione oncologica che passa anche dall’evitare il consumo di tabacco, attivo o passivo, e questa idea ne è la conferma. Si chiama Ector ed è un orsetto speciale, un peluche per sensibilizzare contro danni alla salute da sigarette e protegge i bimbi dal fumo passivo. Tossisce ogni volta che qualcuno fuma vicino a lui: “così facendo scoraggia i fumatori, avverte i genitori ed educa i bambini a tenersi lontani dalle minacce del fumo”. A lanciarlo è una collaborazione tra le aziende Roche e Trudi, con il patrocinio di Women against cancer in Europe (Walce).

Orsetto Ector

In Italia, riportano gli esperti, il 52% dei bambini nel secondo anno di vita è esposto abitualmente al fumo passivo, il 49% dei neonati e dei bambini fino a 5 anni è figlio di almeno un genitore fumatore e il 12% ha entrambi i genitori fumatori, mentre circa un neonato su 5 ha una madre fumatrice (fonte Ansa). Ho voluto sottolineare questa notizia per il bene dei bambini ma, udite udite, è vero che dovrò comprare Ector anche per me! Soffro con l’odore di fumo in modo pazzesco! Non riesco a sopportarlo, ho malessere, non respiro bene e lo sento anche da lontano come se avessi antenne con radar in frequenza di almeno 10 metri! Perché lo dico? Perché ovviamente fuma la maggior parte di amici/che e colleghi. Non riesco a cavarmela: prego, imploro ma mi fanno diventare spesso un arrosto affumicato quando poi amo profumi e aria sana. Questo articolo aggiungerà consapevolezze a chi mi frequenta, ahimè! Mi sono rivelata, comprerò Ector e vediamo se lo faranno tossire o se comprenderanno che possono anche fumare, ma lontano da me! Stefania

50 euro che volano per strada: Incredibile vicenda

Incredibile! In un piccolo paesino, sulla strada principale, è successo che improvvisamente svolazzavano, come una manna dal cielo, banconote da 50€.  Disperse dal vento che cadevano al suolo pronte per essere raccolte in una scena surreale, ma vera, che ha mandato in tilt passanti di Camposampiero, in provincia di Padova. A generare l’accaduto è stata una donna che, senza accorgersene, ha iniziato a perdere man mano la mazzetta di soldi che aveva in borsa: 1200 euro in banconote da 50. 50 euroQuando se n’è resa conto, la signora, confusa, si è lanciata a destra e a sinistra per raccogliere i primi ‘fogli’, in mezzo alla strada. Le vetture si sono bloccate, automobilisti e passanti si sono messi alla caccia dei 50 euro che libravano come rondini ovunque, e alla fine le hanno recuperate e consegnate tutte alla legittima proprietaria (fonte Ansa).  Ma è meraviglioso leggere notizie simili! D’altronde, tranne pochi (ma non tanto), siamo persone d’un integrità unica. Generoso, dinamico, altruista, passionale e creativo: ecco il vero popolo Italiano, ecco anime belle pronte ad ogni tipo di soccorso col cuore in prima linea. Sono le notizie che vorrei sempre leggere e quelle che vorrei sottolineare come esempio per le nuove generazioni: bambini a cui consegnare le nostre azioni e vederle attuare con una marcia in più, quella del loro cuore. Stefania

Perchè i bambini sono instancabili?

Ma come fanno i bambini a non crollare? Praticamente instancabili! Se talvolta ve lo siete chiesti osservando vostro figlio (o nipote) al parco, sappiate che a rendere i bambini così instancabili sono anche i loro muscoli. In base a uno studio pubblicato su Frontiers in Physiology, il tessuto muscolare dei bambini è simile, per certi versi, a quello degli atleti professionisti: non solo sopporta bene lo sforzo fisico, ma recupera anche molto velocemente, superando in efficienza, persino quello dei campioni di resistenza. Un test dei ricercatori della Université Clermont Auvergne, in Francia, e della Edith Cowan University, Australia, hanno chiesto a tre gruppi di volontari (bambini tra gli 8 e i 12 anni; adulti non allenati e campioni nazionali di triathlon, corsa e ciclismo su lunga distanza) di pedalare su una cyclette. Per ogni gruppo sono stati valutati due modi di produrre energia: un esercizio di tipo aerobico, che utilizza l’ossigeno presente nel sangue, e uno di tipo anaerobico, che sfrutta invece le riserve di glicogeno (le scorte di zuccheri)  nei muscoli e nel fegato e produce acido lattico, generando fatica muscolare. Insomma da prestazioni olimpiche. I bambini hanno superato gli adulti in tutti i test. Hanno sfruttato più spesso il metabolismo aerobico che corrisponde al sistema energetico che ha la resa migliore, ideale per i compiti di resistenza, e sono quindi risultati meno stanchi anche dopo l’esercizio ad alta intensità. Sono riusciti inoltre a riprendersi più in fretta, come dimostrato dalle misurazioni del battito cardiaco e dalla spiccata capacità di rimuovere l’acido lattico, presente nel sangue: questo composto è infatti tossico per l’organismo, e il suo accumulo porta a fatica e crampi muscolari. La scoperta è importante perché spiega quali potenzialità siano già insite nel fisico dei bambini, la resistenza alla fatica e la capacità di recupero e su quali ci sia invece margine di miglioramento (qualità dei movimenti, forza fisica, velocità). Bambini instancabili«La nostra ricerca – dicono gli autori dello studio – indica che la prestanza aerobica, almeno a livello muscolare, cala significativamente quando il bambino si porta verso l’età adulta, che è più o meno il momento in cui aumenta il rischio di malattie come il diabete». (fonte Focus) Chi ha figli o nipoti piccoli sa di cosa abbiamo parlato e conosce bene il livello di instancabilità dei bambini. Però, se ci penso e soprattutto se rifletto sull’energia di mio nipote, credo che la meraviglia della loro essenza ci faccia sorridere ma l’allenamento a cui ci sottopongono nel seguirli è pari a 2 lezioni consecutive da un Personal Trainer! Non ci resta che approfittare di questa palestra fisica e mentale che ci regalano questi scriccioli d’uomo. Stefania

Un paese in Inghilterra si sta sollevando: Willand e il suo mistero

Willand, borgo di 6.000 abitanti situato nel sud-ovest del Regno Unito, lascia attoniti anche i geologi più esperti. Il terreno su cui è stato costruito, infatti, si sta sollevando come in nessun’altra.  Il fenomeno, che per il momento risulta impercettibile agli abitanti, fa alzare Willand a una velocità di 2 centimetri all’anno. Sembrerebbe un dettaglio impercettibile ma se si ragiona, il fenomeno, andando avanti con questo ritmo per qualche millennio,  finirebbe per trovare Willand spostato verso l’alto di alcune decine di metri. Lo dicono le immagini dei satelliti. Gli spostamenti idrogeologici non sono così rari ma l’innalzamento è inspiegabile. Lo conferma Abdy Sowter, responsabile di GVL (Geomatic Ventures Limited), una Società che studia i movimenti del suolo attraverso l’uso dei satelliti: «Analizzando il suolo del Regno Unito, si può trovare una spiegazione per il 99 per cento dei casi di terreno in movimento. Ma quel che accade a Willand è al momento senza risposta» (fonte Focus). Lo studio di un suolo in una regione pianeggiante o poco ondulata come quella di Willand ha cercato di trovare ragioni plausibili cercando di scoprire la presenza di scavi sotterranei e di miniere, di cui è il Regno Unito è ricco. Eppure in questo caso non è presente alcuna di queste condizioni. E non si deve pensare neppure a fenomeni più eclatanti come risalite di magmi o “duomi salini” (cupole sotterranee che si sviluppano tra rocce sedimentarie) perché il quell’area, è accertato, non vi è in atto nulla di tutto ciò. Insomma Fenomeno inspiegabile! Se al momento non impensierisce gli abitanti, c’è qualcuno che lo osserva con preoccupazione: sono gli ingegneri che stanno lavorando a un progetto per una linea ferroviaria ad alta velocità. Una variazione di quota di pochi millimetri all’anno, in questi casi, non è assolutamente da sottovalutare! In attesa di svelare il mistero di Willand mi piace pensare che non tutto ha una spiegazione plausibile, nella vita. So che gli studi, le ricerche e le analisi rappresentano le giuste risposte del sapere e non possiamo che ringraziare d’aver la fortuna di conoscere, ma se non esistesse il mistero e la magia di fenomeni, non svilupperemmo la consapevolezza che tutto davvero è possibile, oltre l’inspiegabile ragione umana. Willand, seguirò le tue vicende perché mi hai meravigliosamente stupita! StefaniaWILLAND