L’Amore accende il cervello dei giovani

Su Brain and Cognition è stato pubblicato uno studio organizzato da Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico e con la UniversitĂ  degli Studi di Milano. E’ stato chiesto a giovani adolescenti di comporre 2 temi: il primo su una forte emozione in un rapporto affettivo e l’altro su un’azione. Bisognava immaginare se stessi e descriverne le sensazioni. Dall’analisi delle risonanze magnetiche è emerso che immaginare verbi che descrivevano situazioni emotive, come amare oppure odiare una persona cara, causava un incremento di attivazione in due aree precise del cervello. Le zone che si ‘attivano’ sono quelle in cui “viene codificata la consapevolezza emotiva, come quando aumenta la sudorazione per uno stato d’ansia o accelera il battito cardiaco per la paura”. Lo stesso studio è stato effettuato agli adulti ma il “pathos” emotivo era molto inferiore. Nell’apprezzare questa ricerca mi spiace dover confermare che nei sentimenti gli adulti non investano molto. Ragionano, razionalizzano, controllano come dei robot ogni sfaccettatura emotiva sperando che il termine sofferenza venga isolato in una bolla di vetro. Secondo la mia libera interpretazione e forte determinazione nel vivermi la vita alimentando i sentimenti, le forti emozioni respirate da un animo libero, maturano proprio l’aspetto emotivo perchĂ© fuggirne diventa un alibi e peggio ancora ti rende inesorabilmente anaffettivo e, a dire il vero non è una condizione che mi piace. Io voglio emozionarmi, amare, sentire l’ansia in gola, disperarmi, aver paura, gioire a pieni polmoni, sperando di non aver mai dimenticato l’animo schietto e innocente della mia adolescenza. Vorrei che il seme degli animi profondi si diffondesse generando il mondo delle emozioni forti. Stefania

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