Costruiamo spesso castelli di carta

castello di carta

Il mistero dei sentimenti rimarrà un arcano mai svelato. Prima ci stavo proprio male, oggi accetto di buon grado ogni sconfitta del cuore come percorso obbligato….chissà da chi, però se mi rasserena adotto questo palliativo nei pensieri. Esiste, nella maggior parte dei casi, una percentuale diversa di interesse, sentimento e a volte amore, tra due persone. Credo che nel percorso di vita siano più le delusioni di un rapporto mai nato, disilluso o malato che di successi reali. Eppure spesso dimostriamo d’esser guerrieri nella vita, determinati nella risoluzione di problemi, arditi nel lavoro. Ad Achille direi volentieri “abbiamo ereditato tutti il tuo tallone vulnerabile e si chiama sentimento”. Forti ma deboli negli affetti; risoluti ma malleabili in amore; niente compromessi, tranne in amore…e così via, fino a rendere l’animo così sensibile da non riconoscerti. Ma parliamo della costruzione di un rapporto: proviamo un interesse, speriamo che sia il medesimo, costruiamo piano piano un castello di iniziative, sinergie, confidenze, complicità e poi scopriamo che era solo un castello di carta. Già, si scopre irrimediabilmente che tu desidereresti un vero rapporto e l’altra persona ama solo rifugiarsi nelle tue attenzioni, ma null’altro. Forzare? Inutile, sarebbe un errore madornale perché non vi sarebbero i presupporti per reggere le problematiche future del rapporto. Quindi….dobbiamo lasciar perdere, almeno io la penso così. Nei sentimenti le imposizioni consumano il rapporto mentre la solidità verrà cementata dal volere equo di entrambi a costruire qualcosa di importante. E’ così che la vita scorre attraversando le mareggiate dei sentimenti, in attesa del mare calmo. Di una sola cosa sono felice, però: non ho mai preteso né voluto forzature, nella mia vita e, ogni volta che il castello di carta cade rovinosamente, abbasso lo sguardo verso il cuore e cerco la luce fioca che mi riscalda i pensieri….so che ce la metterò tutta per far ardere di nuovo la fiamma di luce che continuerà ad amare ogni cosa, in attesa di un altro interesse. Forza cuore! Amare è e sarà sempre una storia meravigliosa…Stefania

l’Amore secondo Me

Non esistono regole ufficiali, non esiste una verità assoluta, esiste però un parametro individuale che cambia con l’esperienza. Il percorso emotivo e sentimentale di vita è una strada tortuosa: noi non siamo in grado di vedere la meta oltre l’orizzonte ma riscontriamo gli inconvenienti e le difficoltà che hanno la prerogativa di mutare sensazioni, aspettative, sentimenti e Animo. Posso solo parlare di me, di ciò che ero, che ho vissuto e provato almeno sino ad oggi, perché del futuro nessuno avrà mai certezze. Cosa ha funzionato e cosa invece no in un rapporto d’Amore? Ho avuto ed ho delle peculiarità caratteriali che hanno rappresentato me stessa nella coppia: abbastanza ingenua, sincera, altruista e premurosa. Non desidero dire cosa hanno favorito oppure no nel rapporto, perché trovo che la responsabilità è comunque mia: ciò che ho consentito ha permesso al compagno l’adeguamento ad esso: è come avere dinanzi una poltrona vuota e non provare a sedersi mai. Quindi secondo me i colpevoli non esistono, esiste piuttosto una ragione che diventa la tua quando senti che ti stai soffocando da sola nel rapporto. Penso che anche dall’altra parte succeda. L’errore più grave che ho fatto è credere che si possa amare per sempre un uomo, ritenendomi una persona dai grandi valori, soprattutto dall’intoccabilità di un nucleo famigliare. Perché succede? Per un comportamento irragionevole di presunzione in cui vogliamo parlare di futuro quando non siamo in grado di conoscerlo. Giuriamo un “per sempre” quando neppure la vita ne conosce la tangibilità: esiste un inizio e una fine, e la morte di un sentimento ne è il “The End” naturale.  Cambiamo giorno per giorno e quando le coordinate di ciò che si vuole da un rapporto e ciò che invece succede, si allontanano, è l’inizio della fine. Un giorno cominciai a scoprire che la voglia di parlare era diminuita, i dubbi mi assalivano, i difetti diventarono intollerabili e i confronti erano patetici litigi. Furono 3 anni di colore grigio e resistere modificò in me la stupenda voglia di vivere che ho. So bene che tantissimi rapporti sopravvivono per interessi economici o per paura del salto nel buio, so bene che spesso si ci proietta verso i tradimenti ma sapevo anche benissimo che non ne ero capace. Il giorno della decisione definitiva ricordo che avevo l’esigenza d’esser me stessa, la Stefania sincera, schietta, quella che di premure ne ha in quantità industriali con una naturalezza fisiologica, colei che sorride col viso raggiante e che infonde energia. Mi sentivo imprigionata nel mutismo, una persona finta, senza verve o gioia di vivere. Forse nelle coppie c’è sempre il rammarico di un fallimento ma penso che chi lascia o chi viene lasciato viva comunque in una gabbia, perché quando non c’è il dare e avere reciproco, manca la linfa in un rapporto. Oggi come vorrei vivere un Amore? Intanto mi dovrò accertare che lui scelga il mio Cuore per innamorarsi: qualche volta mi è successo di sentire interesse per chi non mi corrispondeva; voglio sentire l’esigenza di cercarlo per raccontargli la mia giornata con la solita ironia per rubargli un sorriso, voglio chiedergli se possa esser un supporto nella sua quotidianità, nelle problematiche o idee, voglio sorridere ogni volta che la mia mente lo pensa, voglio riempirlo di sorprese perché la banalità sia bandita, ma soprattutto voglio che senta quanto sia importante per me senza che glielo dica, perché solo i fatti concederanno qualche certezza mentre il tempo le cementerà nel Cuore.  Stefania

L’Amore accende il cervello dei giovani

Su Brain and Cognition è stato pubblicato uno studio organizzato da Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico e con la UniversitĂ  degli Studi di Milano. E’ stato chiesto a giovani adolescenti di comporre 2 temi: il primo su una forte emozione in un rapporto affettivo e l’altro su un’azione. Bisognava immaginare se stessi e descriverne le sensazioni. Dall’analisi delle risonanze magnetiche è emerso che immaginare verbi che descrivevano situazioni emotive, come amare oppure odiare una persona cara, causava un incremento di attivazione in due aree precise del cervello. Le zone che si ‘attivano’ sono quelle in cui “viene codificata la consapevolezza emotiva, come quando aumenta la sudorazione per uno stato d’ansia o accelera il battito cardiaco per la paura”. Lo stesso studio è stato effettuato agli adulti ma il “pathos” emotivo era molto inferiore. Nell’apprezzare questa ricerca mi spiace dover confermare che nei sentimenti gli adulti non investano molto. Ragionano, razionalizzano, controllano come dei robot ogni sfaccettatura emotiva sperando che il termine sofferenza venga isolato in una bolla di vetro. Secondo la mia libera interpretazione e forte determinazione nel vivermi la vita alimentando i sentimenti, le forti emozioni respirate da un animo libero, maturano proprio l’aspetto emotivo perchĂ© fuggirne diventa un alibi e peggio ancora ti rende inesorabilmente anaffettivo e, a dire il vero non è una condizione che mi piace. Io voglio emozionarmi, amare, sentire l’ansia in gola, disperarmi, aver paura, gioire a pieni polmoni, sperando di non aver mai dimenticato l’animo schietto e innocente della mia adolescenza. Vorrei che il seme degli animi profondi si diffondesse generando il mondo delle emozioni forti. Stefania