Il linguaggio del Cuore

Non so se andarne fiera o meno ma il mio Cuore è tutt’altro che un organo racchiuso nel torace. Sempre in prima linea ma con una condizione di crescendo così elevata da rimanere senza parole quando qualche persona esclama “tu sei l’Amore!” Io sento, agisco, infondo energia di bene, ho premure e ultimamente capita che il cuore venga riconosciuto prima di me. E’ ovvio che ne sia onorata, che la gioia di riuscire a farlo percepire è grande, eppure è lo stesso cuore che non comprende quelli diversi. Sono certa che anche l’altro penserà il contrario e viviamo di incomprensioni reciproche. Dura per me pensare che ci sia il freddo in un cuore, che non senta il bisogno di amare con tutto sè stesso; dura pensare che abbia un pulsante di comando da parte della ragione che lo controlla; dura credere che esistano sentimenti soffocati o ascoltare parole simili: “io non ho mai amato”. E’ un linguaggio proprio incomprensibile per me. Esistono da sempre le differenze caratteriali e la storia, come i percorsi di vita passati e attuali hanno palesato grandi slanci d’amore. Si, non sarà consueto ma esiste. In nome dell’Amore sono state fatte guerre, dispute, abbiamo conosciuto addirittura preti che hanno lasciato la veste sacra, sappiamo di storie di grandi cambiamenti in nome dell’amore che davvero non è relegabile solo ai rapporti umani ma anche verso gli animali, la natura, il mare. Scelte eclatanti e non sono poche. L’amore possiede verve, iniziativa, poesia ma soprattutto follia. Posso dire che nella gioia di questo carattere entusiasta di tutto, l’unico muro che mi blocca è sentire un cuore freddo, perché mi raggela e non riesco a comprendere come sia possibile che viva al polo artico invece che nel colore delle emozioni, sensazioni e note di musica celestiale. In fondo l’amore è un linguaggio, una condizione di benessere che seppur renda l’animo sensibile, seppur soffra nel comprendere certe anaffetività latenti, appena può si dissocia per volgere lo sguardo sempre verso energie simili. Si, il segreto è questo: calamitare il proprio cuore verso quelli affini, perché  provare a salvare quelli polari, si rischia di morir di freddo e  noIl Cuoren ne vale la pena…. Stefania

I sentimenti in età matura

Penso che i sentimenti nell’età matura abbiano altri algoritmi a differenza di quelli giovanili. Il Cuore è lo stesso ma le cicatrici, no. Penso che nessuno sia esulato dal soffrire coi sentimenti, anche le persone più forti, anche gli uomini, nonostante vengano additati come insensibili piuttosto spesso. Invece no, e lo dico non per difendere qualcuno ma perché sulla sofferenza in amore ne ho viste e sentite abbastanza. Per me tutti soffriamo in percentuali piccole, medie o grandi, ma accade. Il bello dei sentimenti è che danno vigore al cuore ed entusiasmo all’animo, ma sono anche quelli che riescono a fare più disastri. E’ come se il cuore avesse una vita tutta sua, percezioni e ragioni tutte sue in cui la determinazione, la forza e il coraggio pare vengano annullati. Io ad esempio sono di una forza incredibile mentre il Cuore mi spiattella sul muro, rompendomi le ossa! E allora, dopo le esperienze dolorose, che ripeto, fanno parte della vita di tutti, diventiamo estremamente cauti nei sentimenti. Vivi in bilico a una corda su un dirupo altissimo, con la paura di cadere. Poi, provi a fare qualche passetto in avanti, sorridendo alla vita e spesso, nel “sentire” i tuoi sentimenti piuttosto che osservare chi hai dinanzi, torni indietro per riprendere fiato. A volte arretri giusto di qualche passo ma rimani sulla corda, altre, torni sulla terra ferma e i sottotitoli dei pensieri scrivono: “ ma chi me lo fa fare!” Si, perché crescere non è solo una prerogativa di anni che passano e tempo biologico che scorre, no! Crescere, vuol dire anche imparare a comprendere meglio se stessi e a chiedersi davvero cosa si voglia o cosa non si voglia da un rapporto. In età matura hai un lavoro consolidato e seppure non fosse così, un ruolo sociale, familiare. Insomma sei un’essenza con i sentimenti in età maturaun’identità riconoscibile e hai scritto più di metà del libro della tua vita, quindi cosa si potrebbe auspicare? Per me il primo motore è il rispetto, poi i valori, poi la pazienza e quel pizzico di saggezza che introdotta in un rapporto lo rende scrupolosamente educato, attento a rispettare i propri spazi ma anche a coinvolgere le vite vissute sinora. Serve tanta similitudine, che non significa cercare un clone bensì guardare verso lo stesso orizzonte. Se dovesse leggere questo articolo un giovane di 20 anni, lo riterrebbe frutto di follia, invece ogni età ha le sue prerogative esistenziali anche al cospetto di un rapporto. Mi piace guardare indietro ed osservare la Stefania che a volte ha commesso errori, altre li ha subiti, però la forza dell’amore per la vita non le ha mai fatto avere rimpianti perché in quel momento era ciò che doveva succedere per migliorare. Oggi non posso dichiarare che lei sia cresciuta perché so che domani sarà più giudiziosa di oggi ma so anche che le esperienze l’hanno aiutata a maturare e su queste basi prova ad affrontare la vita scrivendo una pagina alla volta…tanto correre servirebbe solo a creare i presupposti per un altro errore. Stefania

Anaffettività: quando il Cuore è chiuso in una gabbia

Nei sentimenti siamo tutti diversi, però alcune persone, spesso di sesso maschile soffrono di anaffettività, in forma leggera o addirittura patologica. Dal un punto di vista della parola, per anaffettività si intende l’incapacità di una persona di provare o esprimere affetti. In altre parole, nell’individuo anaffettivo si riscontra l’incapacità, di provare emozioni oppure di esprimere le emozioni che si riescono a provare, che quindi rimangono represse e non espresse. Non di rado questo fenomeno si manifesta in persone che sono soggette a stress, hanno molte cose a cui pensare e non vengono mai ricambiate o aiutate, malgrado riescano a compiere gesti che non esprimono indifferenza alla vita altrui. L’individuo anaffettivo tende così a distaccarsi da tutto il mondo e a dimenticarsi di esistere, affidandosi solo alla pura razionalità prima di compiere una qualunque azione. All’anaffettività può essere legata la cosiddetta alessitimia (anche alexitimia, dal greco a- «mancanza», lexis «parola» e thymos «emozione» dunque: «mancanza di parole per [esprimere] emozioni»), che consiste in un deficit della consapevolezza emotiva, che comporta l’incapacità sia di riconoscere sia di descrivere verbalmente i propri stati emotivi e quelli altrui. Gli affetti, in genere, e per definizione, sono sentimenti di singolare intensità che si sottraggono al controllo della volontà. Un comportamento è definito come “affettivo” quando è causato da forti emozioni. Un soggetto anaffettivo non prova né esprime affetti in condizioni e circostanze in cui normalmente questi vengono provati. Il problema può rientrare in un quadro psicopatologico particolare e definito clinicamente (psicosi) e si esprime attraverso la difficoltà di mostrare sentimenti ed emozioni. In casi particolarmente complicati, l’anaffettività può accompagnarsi a una barriera corporea particolarmente pesante: in questo caso la persona anaffettiva è anche scarsamente propensa al contatto fisico, fino a provare imbarazzo o disagio nell’essere abbracciata. Ovvio che in taluni casi la diagnosi può essere complicata da fattori culturali: è infatti noto che le culture del Nord Europa sono molto meno propense all’espressione dei sentimenti di quelle mediterranee, contatto fisico compreso.In psicopatologia, va sottolineato che l’anaffettività non è considerata una sindrome, ma un sintomo. Può essere presente infatti anche nell’anoressia mentale, in alcuni tipi di psicosi e in misura minore nelle nevrosi ossessive e in alcuni disturbi di personalità.

Possibili cause dell’anaffettività:

Si tratta spesso di un fenomeno di tipo difensivo che si manifesta contestualmente alla presenza di emozioni particolarmente forti o che incutono paura. In generale si può dire con certezza che se per un individuo amare, nel suo vissuto passato, è risultato doloroso e frustrante, più o meno consapevolmente lo stesso individuo può cominciare a reputarlo un comportamento da evitare e da scansare, creando così quella che viene a essere una reale difficoltà nel produrre e reggere relazioni e rapporti che comportino in qualche modo l’implicazione di una certa intimità. In altri termini, le persone anaffettive hanno difficoltà a esprimere emozioni più per paura di restarne feriti che per effettiva incapacità a provare sentimenti. L’anaffettività può essere un modo inconscio per difendersi da esperienze dolorose vissute durante l’infanzia. Sono infatti particolari situazioni traumatiche, di abbandono o percepite come tali, che generano tale freddezza e, successivamente, quello che viene definito un totale ripiegamento emotivo. L’individuo, per non soffrire più, si organizza attraverso il distacco emotivo difensivo. Le persone con tale caratteristica infatti, ogni volta che sono in qualche modo sfiorate dall’amore, dagli affetti, da qualsiasi forma sentimentale positiva, sono pervase dall’angoscia dell’abbandono e inconsapevolmente si difendono ibernandosi, raggelandosi negli atteggiamenti, in una sorta di bolla anestetica personale. L’anaffettività è sostanzialmente disinteresse, vero o voluto, di sentimenti verso persone che ci potrebbero coinvolgere emotivamente. È una difesa del proprio io, che ha stabilito, fin dalla tenera età, che non vuole coinvolgimenti emotivi, perché questi lo fanno soffrire. Il risultato è un ripiegamento su se stessi e i propri bisogni e ovviamente queste persone, non si rendono conto del loro modo di essere, che ritengono normale. (fonte Riza.it) E come al solito scrivo le mie personalissime considerazioni. Ho conosciuto individui così e forse per un periodo della mia infanzia anch’io ho sofferto chiudendomi a riccio. Poi, apprezzando l’amore che riscontravo in alcune persone, ho scelto quella strada. Amare senza condizioni o risparmi energetici vuol dire ricevere col tempo affetto e stima comune. E’ come un investimento sul proprio Cuore: pare che conceda tanto ma poi ne riceve altrettanto. Ciò però, ha fatto in modo che individuassi atteggiamenti anaffettivi e devo riconoscere che è doloroso sentire persone frenate e racchiuse in una razionalità che sa di distacco. Non so come si possa guarire o aiutare a farlo però so soltanto che ho creduto sempre nella forza delle carezze rivolte ad un cuore. Ho creduto sempre nella delicatezza di passi leggeri e discreti, di rispetto e silenzi per concedere il tempo e lo spazio all’altro Cuore, di imparare ad Amare, fino a che non diventa semplice come il sorgere del Sole. Stefania

Le parole che non ho detto

Posso parlare di me, ma quanti di Voi avranno trattenuto parole mai dette nella sfera personale? Devo riconoscere come difetto l’estrema sincerità ma anche il pudore e un rispetto esagerato, quindi i sottotitoli passano soventi nella mia mente e lascio uscire solo alcune parole. Il blocco di cemento armato che opprime il respiro lasciando concetti interi nascosti nel Cuore, è una realtà. Ho una visione arcaica dei valori d’un tempo, questo modo medievale di trattare i sentimenti, questo pudore che imbarazza i pensieri e questo specchio che mi vede vestita moderna ma urla d’indossare un abito da Dama. A volte penso d’esser stata catapultata in questa epoca ad insaputa dell’animo, sennò una lotta greco romana l’avrei affrontata per rimanere nei secoli passati, o quantomeno avrei voluto che nella rinascita avessi abbandonato le velleità delle vite precedenti. E succede, allora, che vorrei dire a qualcuno “sai, ti trovo meravigliosamente interessante”, oppure “mi piacerebbe che diventassimo amici per capire chi sei o cosa potresti essere”. Agire osando in questo modo? Giammai! E’ come se il solo pensiero mi facesse prendere la scossa. Mai che mi sia pentita di non averlo fatto e ne spiego anche i motivi attraverso una filosofia tutta personale: Voglio essere una libera scelta, esser cercata perché si ha voglia d’esser miei amici. Poi credo nel destino, in quelle coincidenze che stupiscono sempre e che sono l’inizio della meraviglia. Credo che la mia vita stia a cuore di qualcuno lassù e quindi troverò familiarità in qualche dettaglio caratteriale nella persona appena conosciuta. Credo infine di dover percorrere la mia vita senza cercare sguardi perché sono certa che la persona importante la incrocerò improvvisamente sulla via maestra e il sorriso scaturirà in entrambi, inconsapevolmente. Alcune pagine di vita amo scriverle, come nel lavoro, nei progetti, nelle idee, nei sogni. Mai che abbia desiderato scrivere la pagina sentimentale, mai che abbia avuto rimpianti perché seppur innamorata, la realtà era che lui non lo fosse, altrimenti la magia sarebbe nata. Fatalista dell’Amore? Si, forse è proprio così: l’importante è che continui a camminare felice, senza sedermi su una panchina ad aspettare. Stefania

Amore liquido e Maldive: una metafora perfetta!

A volte penso che vivere con il Cuore in prima linea produca Amore liquido. Ho scoperto un’isola dove avviene un fenomeno di bioluminescenza che rappresenta bene ciò che è per me l’Amore. Le sue acque notturne rendono magica quella spiaggia, come l’Amore sommerge tutto ciò che incontra ma non per inabissarlo bensì per elevarlo. A nord dell’arcipelago delle Maldive si trova l’Isola di Vaadhoo, un paradiso ad occhi aperti per i subacquei. È quasi deserta e la sua spiaggia nelle ore notturne, è lambita da onde luminose che sembrano riflettere le stelle del cielo. In realtà, questa scena surreale offerta dal mare, è il fenomeno della bioluminescenza. Lo straordinario effetto è prodotto dai Fitoplancton, alghe acquatiche contenenti clorofilla che rispondono a segnali elettrici dovuti alle radiazioni solari. Vedere fluttuare queste particelle color blu elettrico, luminosissime è un fenomeno incantevole, romantico e all’apparenza misterioso, un po’ come la magia dell’Amore liquido. Che meraviglia! Ho trovato la favola che racchiude il mio stile di vita e che spero appartenga a tutti perché ogni barriera, ostacolo, avversità e problema, personale o sociale, se pervaso da Amore liquido, diverrà risolvibile. I Cuori vivono dei percorsi paralleli alle nostre vite e mentre la ragione, la razionalità e i criteri egoistici creeranno barriere, lui proverà con dolcezza a portarli per mano in queste acque di gocce stellate che sanno di prodigio. Stefania

Maldive
Bioluminescenza

 

l’Amore secondo Me

Non esistono regole ufficiali, non esiste una verità assoluta, esiste però un parametro individuale che cambia con l’esperienza. Il percorso emotivo e sentimentale di vita è una strada tortuosa: noi non siamo in grado di vedere la meta oltre l’orizzonte ma riscontriamo gli inconvenienti e le difficoltà che hanno la prerogativa di mutare sensazioni, aspettative, sentimenti e Animo. Posso solo parlare di me, di ciò che ero, che ho vissuto e provato almeno sino ad oggi, perché del futuro nessuno avrà mai certezze. Cosa ha funzionato e cosa invece no in un rapporto d’Amore? Ho avuto ed ho delle peculiarità caratteriali che hanno rappresentato me stessa nella coppia: abbastanza ingenua, sincera, altruista e premurosa. Non desidero dire cosa hanno favorito oppure no nel rapporto, perché trovo che la responsabilità è comunque mia: ciò che ho consentito ha permesso al compagno l’adeguamento ad esso: è come avere dinanzi una poltrona vuota e non provare a sedersi mai. Quindi secondo me i colpevoli non esistono, esiste piuttosto una ragione che diventa la tua quando senti che ti stai soffocando da sola nel rapporto. Penso che anche dall’altra parte succeda. L’errore più grave che ho fatto è credere che si possa amare per sempre un uomo, ritenendomi una persona dai grandi valori, soprattutto dall’intoccabilità di un nucleo famigliare. Perché succede? Per un comportamento irragionevole di presunzione in cui vogliamo parlare di futuro quando non siamo in grado di conoscerlo. Giuriamo un “per sempre” quando neppure la vita ne conosce la tangibilità: esiste un inizio e una fine, e la morte di un sentimento ne è il “The End” naturale.  Cambiamo giorno per giorno e quando le coordinate di ciò che si vuole da un rapporto e ciò che invece succede, si allontanano, è l’inizio della fine. Un giorno cominciai a scoprire che la voglia di parlare era diminuita, i dubbi mi assalivano, i difetti diventarono intollerabili e i confronti erano patetici litigi. Furono 3 anni di colore grigio e resistere modificò in me la stupenda voglia di vivere che ho. So bene che tantissimi rapporti sopravvivono per interessi economici o per paura del salto nel buio, so bene che spesso si ci proietta verso i tradimenti ma sapevo anche benissimo che non ne ero capace. Il giorno della decisione definitiva ricordo che avevo l’esigenza d’esser me stessa, la Stefania sincera, schietta, quella che di premure ne ha in quantità industriali con una naturalezza fisiologica, colei che sorride col viso raggiante e che infonde energia. Mi sentivo imprigionata nel mutismo, una persona finta, senza verve o gioia di vivere. Forse nelle coppie c’è sempre il rammarico di un fallimento ma penso che chi lascia o chi viene lasciato viva comunque in una gabbia, perché quando non c’è il dare e avere reciproco, manca la linfa in un rapporto. Oggi come vorrei vivere un Amore? Intanto mi dovrò accertare che lui scelga il mio Cuore per innamorarsi: qualche volta mi è successo di sentire interesse per chi non mi corrispondeva; voglio sentire l’esigenza di cercarlo per raccontargli la mia giornata con la solita ironia per rubargli un sorriso, voglio chiedergli se possa esser un supporto nella sua quotidianità, nelle problematiche o idee, voglio sorridere ogni volta che la mia mente lo pensa, voglio riempirlo di sorprese perché la banalità sia bandita, ma soprattutto voglio che senta quanto sia importante per me senza che glielo dica, perché solo i fatti concederanno qualche certezza mentre il tempo le cementerà nel Cuore Stefania